venerdì 17 luglio 2009

Direttore(roe)

Il primo giorno di vacanza poteva essere l’ultimo della vita:
volontariamente, una dose elevata di psicofarmaci ingerita.
Un giornalista di Caserta, Carlo Pascarella, da poco separato:
vive solo e in depressione, non vede la figlia ed è sconfortato.
Non resiste, assume un quantitativo esagerato di barbiturici,
per sopravvivere alla “botta” serve un miracolo, aiuti unici.
Lui riesce a prendere in mano l’agenda e il telefono cellulare,
invia un messaggio al primo contatto che riesce a selezionare.
Il caso vuole che il cognome sia “Secco”, direttore bianconero:
“Vorrei la foto di mia figlia e la maglia della Juve al cimitero”.
Alessio Secco immediatamente avvisa i Carabinieri da Pinzolo.
L’Arma si attiva e rinviene Pascarella a casa, straziato e solo.
Il giornalista : “Alessio ti ringrazio per avermi salvato la vita,
vincete anche per me, incitazione non è mai stata così sentita”.
Il dirigente della Juventus è restio a parlare di questa storia:
“Chiunque lo avrebbe fatto”, ma ha salvato una vita, vittoria.